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Cattolici e protestanti: una proposta dall’Olanda

Carissimi del Messaggero,
 vi ringrazio per il vostro Messaggero per noi emigrati interessante. É un supporto importante non solo per noi all'estero, ma anche per i connazionali che risiedono in Italia.
Dobbiamo dire che noi emigrati ci sentiamo sempre più italiani.
Vi comunico che in questo momento sto facendo di tutto per mandare avanti un progetto di gemellaggio tra una chiesa protestante olandese con una chiesa cattolica in Sardegna. Sono in contatto con le autorità olandesi (Friesland).
Se voi del Messaggero avete conoscenze in Sardegna vi sarei grato di una loro segnalazione seria.
Questo gemellaggio riguarda anche il settore commerciale, folcloristico ecc.
 Distinti saluti.

Francesco Arriu (Olanda)

 

Ad Ulassai IMU più cara per case emigrati

Questa la lettera diretta da un emigrato di Ulassai in Olanda ai sindaco del paese dell’Ogliastra sulla situazione degli emigrati all`estero iscritti all`A.I.R.E  per quanto riguarda l` I.M.U .

“L`ìscrizione all`A.I.R.E ( Anagrafe Italiani Residenti all`Estero) ci attribuisce gli stessi diritti che spettano ai cittadini di Ulassai e a tutti gli italiani. Con riferimento all`I.M.U devo segnalarle che la legge Italiana attribuisce ai comuni il potere di classificare le abitazioni dei cittadini italiani residenti all`estero come "prima casa".

Leggi tutto: Ad Ulassai IMU più cara per case emigrati
 

Proteste emigrati per l’Imu

Continuano le proteste degli emigrati all’estero per la decisione di molti sindaci di tassare le loro abitazioni come “seconde case”.

Un lettore che si firma “ Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ” ci scrive: Lavoro all’ estero, in un paese Europeo.
Ho una casa in un paese di montagna in Sardegna dove sono nato.
Casa composta da tre piani. In ogni piano ci sono due stanze. Delle quali una in ogni piano è senza finestre. La uso solo per le vacanza.
Ora il Comune ha avuto la bella idea di scegliere come sua facoltà di classificarla seconda casa.
Pago 450 euro all’anno. La casa può avere un valore tra i 20.000 - 25.000 euro.
Direi che lì per lì non avrei nessuna difficoltà ad accettare quelle che sono le regole.
Quello che mi da fastidio e trovo discriminante è che  paesi vicino al mare, dove molti italiani all’
estero hanno la casa, fanno pagare molto di meno. Ad esempio un mio amico che come me vive all’ estero, ha una casa molto più grande, con garage, che vale 150.000 euro e forse di più e, beato lui, paga 74 euro. Perché il Comune gliela ha classificata come prima casa.
Che ne dite? Discriminazione alla grande che certi politici non capiscono.
E mi fermo qui !!!GrrrrrGrrrrrr”.

Giovanni  Tatti ci ha scritto dall’Olanda dove è emigrato.
“Ho una piccola casetta in Sardegna. Il Comune ha deliberato che chi sta all’estero deve pagare per seconda casa. Io non capisco, perché in molti paesi non si paga?
La Regione cosa dice? Si deve pagare per legge, si ho no? Aspetto una vostra risposta”.

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Abbiamo già scritto più volte che riteniamo questa scelta di molti sindaci discriminante e autolesionistica. Purtroppo la decisione di tassare anche le case degli emigrati all’estero iscritti all’AIRE risale al tempo in cui era ministro dell’Economia Giulio Tremonti che cancellò la norma che considerava la prima casa degli emigrati all’estero esente da ICI. In seguito a vibrate proteste del mondo dell’emigrazione il ministro fece un mezzo passo indietro lasciando ai Comuni la decisione di imporre l’Ici sulle case degli emigrati. I sindaci più sensibili e avvenuti hanno continuato a non applicarla ma molti – anche per le ristrettezze in cui versano le casse comunali – non hanno esitato a considerarle “seconde case” e applicare l’aliquota più alta.

Noi continueremo a martellare gli amministratori comunali fino a quando arriveranno a capire che non si possono penalizzare gli emigrati per fare un po’ di cassa.

 

Caro traghetti, protesta da Torino

Vorrei sapere un vostro parere circa il costo oramai insostenibile dei traghetti da e per la Sardegna.

Sono un sardo emigrato a Torino. Da tanti anni ogni anno torno nell’isola, adesso basta sono stufo
di regalare soldi a dei profittatori senza scrupolo.
Quanti turisti perde ogni anno la nostra isola?
Cosa fa la Regione per arginare tale vergogna.
Camillo Sanna - Torino

 

Protesta per il costo del biglietto della Moby

Gentile Messaggero, sono uno dei tanti emigrati in Toscana, vivo a Volterra (Pi) e di recente sono andato nel mio paese di origine. Non sto a spiegare lo stupore che ho avuto quando mia moglie (e lei stessa) ha fatto il biglietto dell'attraversata con la “Moby”: più di € 400,00 andata e ritorno per due persone, quando un paio d'anni fa con 3 persone si spendevano sui €300,00. Ma siamo matti? Sono d'accordo perché si continui ad oltranza finché  si riuscirà ad avere la nostra continuità territoriale, perché  ci spetta di diritto come l'aria che respiriamo, e perché siamo Italiani come tutte le altre regioni italiane: anzi a dire il vero noi abbiamo contribuito più di tutti a fare l'Italia!   Grazie saluti

Antonio Salaris (Volterra)

 

 

 

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