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Congresso Federazione tedesca, la relazione di Manca

 Nella sua relazione al VI° Congresso della Federazione dei circoli sardi in Germania il presidente uscente Gianni Manca ha sottolineato come siano trascorsi 7 anni dall’ultimo tenutosi al Stoccarda il 24 ottobre del 2010.

Dopo aver ricordato tutti gli assesspori che si sono succeduti in questi anni ha ringraziato l’assessore Virginia Mura e tutti i collaboratori “per l’impegno che ha dimostrato facendo sì che i nostri contributi quest’anno arrivino prima del previsto e prima del solito”.

Ha poi fatto alcune riflessioni lamentando come per “i nostri politici il mondo dell’emigrazione resta sempre una faccenda secondaria”. Insensibili a tutti i sacrifici che questa parte del popolo sardo ha fatto, sottovalutando il grande impegno degli emigrati che cercano di tenere in vita i circoli che continuano a rappresentare la cultura, il turismo, i prodotti della Sardegna.

Poi Manca ha affrontato la questione delle giovani generazioni.

“Nel nostro ultimo congresso siamo riusciti a far candidare tanti giovani, e sette sono stati eletti. Ma solo due o tre si sono presentati con costanza alle riunioni del Comitato nazionale. La presidenza della federazione ha voluto reagire e che con grandi sacrifici finanziari ha organizzato due convegni per loro. L’ultimo si è tenuto a Moers. Sembrava che per quell’occasione i nostri giovani fossero maturati. Ho partecipato anch’io l’ultimo giorno, alla chiusura dei lavori e ho notato che si scambiavano numeri di telefono e indirizzi email. Mi ero illuso nel pensare che finalmente avevamo trovato la ricetta giusta per farli partecipare ai lavori all’interno dei nostri circoli. Il risultato è stato deludente, solo pochi di loro hanno collaborato all’interno delle nostre associazioni. La federazione ormai da anni investe tanti soldi per i giovani, trascurando tante altre esigenze Per esempio non si è più svolto un convegno per le donne che restano il sostegno per le nostre associazioni. Per questo motivo, in occasione di questo congresso, abbiamo invitato oltre ai presidenti e i due delegati, anche almeno un giovane per circolo. È nostra intenzione continuare a sostenerli per assicurare il futuro delle nostre associazioni. Per questo cari amici non voglio imporvi di votarli, ma se vogliamo che i circoli abbiano un futuro, solo in questo modo diamo a loro la possibilità di maturare e di essere responsabili”.

Ha quindi parlato dei rapporti con le altre federazioni, sottolineando come ci sono

federazioni che funzionano e con le quali si tengono contatti costanti nel tempo. Ma ci sono  federazioni i cui rappresentanti che sono diventati invisibili.

Sulla Situazione sociale della Sardegna Manca ha osservato che l’Isola si conferma “bella e desiderata ma economicamente svantaggiata, povera arretrata e ancora fortemente in crisi. Noi siamo una comunità importante, gli emigrati sardi in Germania, una comunità storica che ormai si può definire come “la vecchia emigrazione”, perché molti di noi sono partiti dall’isola più di 50 anni fa. Abbiamo iniziato a creare i nostri circoli negli anni 70. Allora erano circa 20. Molti sono stati chiusi negli ultimi 10 anni. L’ultimo chiuso ad aprile di quest’anno è il circolo di Karlsruhe. Ecco che continuiamo la nostra storia con gli ultimi 12 circoli che restano ancora vivi e attivi, sinché la politica regionale ce lo permetterà. Oggi a questo congresso sono presenti tutti e 12. Grazie a questi circoli continuiamo a mantenere i legami con la nostra terra. La loro esistenza ci ha permesso di restare sardi e ha permesso ai nostri figli di dirsi sardi anche loro. Certamente non solo sardi ma anche tedeschi e anche europei. Una generazione che per studio, cultura e mentalità diversa dalla nostra ma utile e importante perché può rappresentare un ponte moderno e attuale per una Sardegna che non deve restare isolata. Ma quando parliamo di noi, della vecchia emigrazione, sappiamo anche che l’emigrazione dalla Sardegna continua. È un’emigrazione giovanile che impoverisce di forza e di intelligenza la nostra terra. Nel 2015 sono emigrati 2500 giovani sardi, sono più di 7000 tra il 2010 e il 2015, destinazioni: Germania, Francia e Inghilterra. In primo luogo prendono dei lavori programmati anche regionalmente promettendo loro un’alta formazione. Questo progetto ha funzionato in parte, perché il 50% non rientra in Sardegna, o meglio dire, non è potuto rientrare. Come avrebbe potuto? Dove non c’è sviluppo non c’è lavoro e dove non c’è lavoro i laureati restano disoccupati. La Sardegna ha sofferto più di altre regioni la lunghissima crisi mondiale, poi europea e soprattutto italiana. A partire dal 2007 fino ad oggi siamo stati colpiti perché la Sardegna era più povera e arretrata rispetto ad altre regioni italiane. Pensiamo alle strade, alle ferrovie, all’industria e all’istruzione. Il nostro prodotto interno lordo, l’indice con il quale si misura la ricchezza, è fra i più bassi in Europa. Se in Germania nel 2016 il reddito pro capite è di 38.000 Euro, in Italia di 27.000 Euro in Sardegna precipita a 19.000 Euro. Speriamo che qualcosa finalmente si muova e che i politici si impegnino ancora per ristabilire anche in Sardegna una situazione sociale più adeguata.

Gianni Manca ha poi parlato dei trasporti sostenendo che la continuità territoriale deve avere una dimensione europea. La continuità costa molti milioni, da 40 a 50. I sardi residenti pensano che questi soldi debbano essere spesi solo per loro. Certamente hanno il diritto sacrosanto di poter viaggiare per motivi familiari, di salute o di lavoro a prezzi controllati. Ma è importante anche favorire i viaggi di decine di milioni di europei che col turismo porterebbero soldi e ricchezza per tutti. Oltre ai trasporti aerei bisognerebbe controllare anche quelli marittimi, dove oggi ci sono più compagnie che partono sia per Livorno sia per Genova, quindi la concorrenza funziona. Si dovrebbero però controllare un po’ più i prezzi, specialmente nel periodo di luglio e agosto.

Manca ha ricordato l’impegno delle Associazioni di tutela e ha espresso soddisfazione per il fatto che negli ultimi anni si sia ristabilita la collaborazione con le organizzazioni degli emigrati lavorando assieme con scambi sociali e culturali.

Ha poi ricordato il ruolo svolto dal Messaggero sardo, manifestando disappunto per la cessazione delle pubblicazioni. “È stato – ha detto - il nostro giornale di una vita, specialmente per gli anziani che aspettavano con gioia di poter leggere tutte le informazioni sulla nostra isola. Dobbiamo essere sinceri che a queste persone abbiamo tolto l’unica fonte di notizie”.

Ha poi espresso apprezzamento per l’impegno con cui sta lavorando la Consulta.

 

 

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