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Presentato a Pavia “Il segreto dell’estofado de oro”

 Nel pomeriggio di sabato 9 novembre, nella sede sociale, il Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia, presieduto da Paola Pisano, ha presentato il romanzo di Renata Asquer “Il segreto dell’estofado de oro” (Palabanda edizioni), un’opera che ci illumina sulla Cagliari spagnola (Callèr) nella seconda metà del Cinquecento/inizi del Seicento.

 

La prima data citata per le vicende che si svolgono a Cagliari è l’anno 1568, quando Rosaria, una giovane sarda, si innamora di Raphael, un ufficiale spagnolo di stanza in città dalle quali (donna e città) dovrà presto separarsi per partecipare ad una spedizione contro i Musulmani che avrà l’epilogo nella famosa Battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571), scontro epocale in cui la flotta cristiana della Lega Santa sconfigge e scaccia dal Mediterraneo le forze navali dell’ “infedele” Impero Ottomano. (Un mio resoconto http://www.regione.sardegna.it/messaggero/2005_gennaio_29.pdf  del convegno “Papa Ghislieri, la Battaglia di Lepanto e il Tercio de Cerdeña”, tenuto a Pavia il 27 novembre 2004, illustra il contributo degli archibugieri sardi nella Battaglia di Lepanto ed evoca la partecipazione di Miguel de Cervantes; entrambi i fatti storici sono richiamati dalla Asquer).

Il titolo di quest’ultimo libro della Asquer gioca sull’attrattività del termine “segreto” e incuriosisce su quello che è “l’estofado de oro” (in sintesi, “tecnica artistica che usano gli scultori per dare l’illusione che le statue di legno indossino abiti preziosi”).

Angelo Stella (già ordinario di Storia della Lingua italiana nell’Università di Pavia e attualmente presidente del Centro nazionale di studi manzoniani) ha definito il libro della Asquer anche “un romanzo giallo, in cui le descrizioni d’ambiente sono svolte con grande finezza”, ma innanzitutto “un romanzo sardo”, e il giudizio non può non aver fatto piacere all’autrice, che nel corso dell’incontro ha ricordato l’impegno con cui si è documentata sul periodo storico isolano preso in esame. Ho detto “isolano” ma dovrei precisare “cagliaritano” perché è il capoluogo sardo che intriga la scrittrice, la quale, nata a Varese, ma discendente di un'antica famiglia della nobiltà sarda, altre sue precedenti opere (“Soldamore”, 2009, e “Dal primo alla zeta”, 2011; entrambe pubblicate da Arkadia) le ha volute collocare sotto la seguente insegna “Ritorno a Cagliari, Vite e destini, Gioie e dolori”.

In “Soldamore” viene raccontato mezzo secolo di avvenimenti storici a Cagliari (tra il 1912 e il 1945: il primo conflitto mondiale, l’epidemia dell’influenza spagnola, il fascismo, la guerra in Spagna, la seconda Guerra Mondiale, ecc.) attraverso le vicende di una saga familiare.

In “Dal primo alla zeta” Cagliari si offre solo in alcuni scorci memoriali di Betta, che – obbligata a letto dai postumi di una delicata operazione chirurgica – riempie le pagine del suo diario con i ricordi di persone, luoghi ed episodi che riaffiorano alla sua mente.

La Asquer, in rapporto alla protagonista di “Dal primo alla zeta”, ebbe a dichiarare di riconoscersi nella frase di una scrittrice: «Una donna risorge quando un’altra donna ne raccoglie il respiro».

È un motto che ben si adatta anche a “Il segreto dell’estofado de oro”, non a caso qualificato dal prof. Stella anche come «romanzo femminile». Come è scritto nella quarta di copertina del volume, Rosaria, «una donna forte dotata di intensa spiritualità, intrepida e tenace, in grado di tenere ferme le redini del proprio destino e delle persone amate», potremmo dire che “risorge” quando un’altra donna (Renata Asquer) ne raccoglie il respiro.

Nel pomeriggio di sabato 9 novembre, nella sede sociale, il Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia, presieduto da Paola Pisano, ha presentato il romanzo di Renata Asquer “Il segreto dell’estofado de oro” (Palabanda edizioni), un’opera che ci illumina sulla Cagliari spagnola (Callèr) nella seconda metà del Cinquecento/inizi del Seicento.

La prima data citata per le vicende che si svolgono a Cagliari è l’anno 1568, quando Rosaria, una giovane sarda, si innamora di Raphael, un ufficiale spagnolo di stanza in città dalle quali (donna e città) dovrà presto separarsi per partecipare ad una spedizione contro i Musulmani che avrà l’epilogo nella famosa Battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571), scontro epocale in cui la flotta cristiana della Lega Santa sconfigge e scaccia dal Mediterraneo le forze navali dell’ “infedele” Impero Ottomano. (Un mio resoconto http://www.regione.sardegna.it/messaggero/2005_gennaio_29.pdf  del convegno “Papa Ghislieri, la Battaglia di Lepanto e il Tercio de Cerdeña”, tenuto a Pavia il 27 novembre 2004, illustra il contributo degli archibugieri sardi nella Battaglia di Lepanto ed evoca la partecipazione di Miguel de Cervantes; entrambi i fatti storici sono richiamati dalla Asquer).

Il titolo di quest’ultimo libro della Asquer gioca sull’attrattività del termine “segreto” e incuriosisce su quello che è “l’estofado de oro” (in sintesi, “tecnica artistica che usano gli scultori per dare l’illusione che le statue di legno indossino abiti preziosi”).

Angelo Stella (già ordinario di Storia della Lingua italiana nell’Università di Pavia e attualmente presidente del Centro nazionale di studi manzoniani) ha definito il libro della Asquer anche “un romanzo giallo, in cui le descrizioni d’ambiente sono svolte con grande finezza”, ma innanzitutto “un romanzo sardo”, e il giudizio non può non aver fatto piacere all’autrice, che nel corso dell’incontro ha ricordato l’impegno con cui si è documentata sul periodo storico isolano preso in esame. Ho detto “isolano” ma dovrei precisare “cagliaritano” perché è il capoluogo sardo che intriga la scrittrice, la quale, nata a Varese, ma discendente di un'antica famiglia della nobiltà sarda, altre sue precedenti opere (“Soldamore”, 2009, e “Dal primo alla zeta”, 2011; entrambe pubblicate da Arkadia) le ha volute collocare sotto la seguente insegna “Ritorno a Cagliari, Vite e destini, Gioie e dolori”.

In “Soldamore” viene raccontato mezzo secolo di avvenimenti storici a Cagliari (tra il 1912 e il 1945: il primo conflitto mondiale, l’epidemia dell’influenza spagnola, il fascismo, la guerra in Spagna, la seconda Guerra Mondiale, ecc.) attraverso le vicende di una saga familiare.

In “Dal primo alla zeta” Cagliari si offre solo in alcuni scorci memoriali di Betta, che – obbligata a letto dai postumi di una delicata operazione chirurgica – riempie le pagine del suo diario con i ricordi di persone, luoghi ed episodi che riaffiorano alla sua mente.

La Asquer, in rapporto alla protagonista di “Dal primo alla zeta”, ebbe a dichiarare di riconoscersi nella frase di una scrittrice: «Una donna risorge quando un’altra donna ne raccoglie il respiro».

È un motto che ben si adatta anche a “Il segreto dell’estofado de oro”, non a caso qualificato dal prof. Stella anche come «romanzo femminile». Come è scritto nella quarta di copertina del volume, Rosaria, «una donna forte dotata di intensa spiritualità, intrepida e tenace, in grado di tenere ferme le redini del proprio destino e delle persone amate», potremmo dire che “risorge” quando un’altra donna (Renata Asquer) ne raccoglie il respiro.

Nella doto  da sin. Paola Pisano, Angelo Stella, Renata Asquer, Paolo Pulina.

P.P.

 

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