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A Genzano conferenza su Grazia Deledda

 Il 15 maggio nel Liceo Scientifico “G. Vailati” di Genzano di Roma, è stata organizzata una conferenza  dedicata alla scrittrice sarda Grazia Deledda. L’incontro, “Grazia Deledda: una vita per il Nobel. Riflessioni su un modello di coscienza femminile”, è stato promosso dall’Associazione culturale “Grazia Deledda” di Ciampino con la collaborazione dell’Antico Caffè di Ariccia (entrambi sempre impegnati nella promozione delle unicità sarde) e presentato grazie al patrocinio della Regione Sardegna e alla F.A.S.I. (Federazione Associazioni Sarde in Italia).

L’evento inaugura un programma di incontri, in collaborazione con le scuole del territorio, che prenderà forma a partire dall’anno scolastico 2019/2020.

 

Il progetto è nato dall’esigenza, non solo di promuovere la cultura sarda, ma di portare Grazia Deledda nelle scuole; una scrittrice ancora poco conosciuta, quasi assente nei programmi ministeriali, pietra miliare della letteratura sarda e nazionale.

Oggi Grazia Deledda è conosciuta e riconosciuta non solo come l’unica scrittrice italiana vincitrice del premio Nobel per la letteratura, ma anche come modello di emancipazione femminile. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di ripercorrere la biografia e l’esperienza della scrittrice in una prospettiva femminile, contrassegnata da aneddoti, lettere e romanzi che le hanno permesso di conoscersi e farsi conoscere in un Italia del primo Novecento tutta infusa delle nuove rivoluzioni sociali e economiche. Lì, Grazia Deledda appare come una scrittrice determinata, risoluta e indipendente, la sola che, con le proprie forze, ha aperto le porte verso una rivoluzione tutta femminile.

Grazie alle lettere inedite rinvenute e pubblicate nel saggio: “Grazia Deledda. I luoghi, gli amori, le opere”, Rossana Dedola è riuscita a ricostruire un quadro più che mai attendibile della vita della scrittrice sarda, togliendo così molti dubbi e perplessità su alcuni avvenimenti e alcune date ascrivibili all’esperienza deleddiana.

Gli interventi della scrittrice Rossana Dedola e della vincitrice del premio F.A.S.I Erika Calcagnini hanno mostrato l’immagine di una scrittrice che deve molto della sua statura e della sua unicità alla sua terra, la Sardegna. La cultura, le usanze, l’ambiante hanno fatto da compagine a tutta la sua esperienza, anche quando, piena di speranze, insieme al suo compagno di vita Palmiro Madesani, raggiunse Roma.

La stessa rivoluzione femminile che Grazia Deledda vorrebbe portare con sé, ha origini antichissime, come spiega Pierluigi Frigau, a partire dal Medioevo, quando la Judikessa sarda Eleonora D’Arborea, promulgò per la prima volta in assoluto una legge contro lo stupro. È proprio nella cultura sarda che la Deledda apprende il ruolo della donna indipendente, libera da vincoli famigliari e dall’imposizione del matrimonio, seppur nei limiti del contesto storico-politico.

La difficoltà di confrontarsi con una realtà sociale ancora poco preparata all’idea di vedere una donna al servizio dell’arte e economicamente autonoma come la Deledda, la spinsero a rifugiarsi tra le lettere e la scrittura. Nonostante la sua formazione autodidatta, riuscì a dimostrare il proprio talento e ad inserirsi facilmente nel panorama letterario dell’epoca. Ma anche nell’ambiente letterario trovò chi la derise o chi semplicemente incuriosito dalla sua vita, la mise al centro del romanzo Suo marito(1911); si tratta di Luigi Pirandello, il quale, come spiega Rossana Dedola, avrebbe voluto porre all’attenzione dei suoi lettori una caricatura della coppia Deledda-Madesani ma rivelò, al contrario, la necessità di sopperire alla propria vita coniugale profondamente travagliata.

Gli studenti del Liceo Vailati, accompagnati dalla professoressa Daniela Romani, hanno mostrato interesse e sensibilità per le tematiche affrontate, riflettendo sulla scrittrice e sui suoi personaggi, in particolare su Efix, protagonista del romanzo di successo Canne al vento (1913).

L’incontro si è concluso, grazie alla partecipazione attiva degli studenti, delle insegnanti e degli ospiti presenti, all’insegna della riflessione e del dibattito, ricordando una scrittrice che seppur riservata e restia a parlare di sé, ha dato prova di grande coraggio e autodeterminazione.

La sua non era semplice modestia, perché come diceva Grazia Deledda “la modestia si addice solo agli spiriti mediocri”, bensì una profonda consapevolezza di sé stessa e del mondo, altro motivo per cui ancora oggi merita di essere ricordata.

Pierluigi Frigau

 

Nella foto: da sx Erika Calcagnini, Rossana Dedola, Pierluigi Frigau e Barbara Regina.

 

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