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A Saronno “Sa Die de sa Sardigna” dei Circoli sardi in Lombardia

 Domenica 28 aprile, a Saronno, Piazza Libertà, già dalla prima mattinata illuminata da un sole molto gradito anche perché non previsto, offriva una immagine spettacolare: i tanti curiosi locali, attratti dallo sventolio delle bandiere con i quattro mori e dai colori dei costumi della Sardegna (sia quelli indossati dai componenti dei gruppi folk sardi sia soprattutto da quelli in miniatura sfoggiati da un gruppo di bambine e bambini), si assiepavano per scattare foto e girare video. Man mano che arrivavano i soci dei 18 Circoli sardi della Lombardia accorsi a Saronno per celebrare la dodicesima edizione della Festa del Popolo Sardo (“Sa Die de sa Sardigna”), una folla gioiosa si impossessava dell’intera piazza. Quando, alle dieci, è cominciata la messa officiata da don Angelo Ceriani nella adiacente chiesa  SS. Pietro e Paolo, anche tutti gli spazi della Prepositurale risultavano occupati dai fedeli.

 

Durante la funzione religiosa il coro saronnese “Grazia Deledda” ha eseguito alcuni canti liturgici in lingua sarda ed Eliana Sanna, apprezzata cantante lirica nata in Argentina da padre sardo, ha proposto una versione in sardo dell’ “Ave Maria” così toccante che i presenti le hanno riservato un caloroso applauso. Suggestivo è stato anche il momento dell’offertorio, accompagnato dal suono delle launeddas: protagonisti i componenti  (piccoli e grandi) dei gruppi in costume: i sardi dei Circoli sardi di Bareggio e di Saronno e i lombardi del “Bosino” di Varese.

A conclusione della messa, sul sagrato, molti dei presenti si sono di nuovo scatenati nell’uso degli smartphone per fotografare i gruppi folk schierati e per scattare selfie ricordo accanto ad essi; mentre altri non hanno perso l’occasione per rifornirsi di prodotti alimentari sardi e locali presso gli appositi stand allestiti ai bordi della piazza.

Molto soddisfatto dell’esito generale della Festa del Popolo Sardo, Luciano Aru, presidente del Circolo “Grazia Deledda” di Saronno, che ha avuto quest’anno l’onore e l’onere dei compiti organizzativi, ha sottolineato  il fatto che mai in città si era vista una tale quantità di persone liete di partecipare, lungo Corso Italia,  alla sfilata dei gruppi in costume (componenti piccoli e grandi), dietro le bandiere della Sardegna.  

Nel pomeriggio, al teatro Giuditta Pasta,  di nuovo in scena il coro  saronnese “Grazia Deledda” (che ha eseguito tra i vari canti anche l’inno ufficiale della Sardegna “Procurad’ ’e moderare  barones sa tirannia”), il Gruppo folk Bosino di Varese e il Gruppo folk  “Amedeo Nazzari” di Bareggio, che hanno concretizzato sul palcoscenico  un  connubio lombardo/sardo all’insegna della musica e della danza.

A conclusione della domenica sarda a Saronno, il cabaret con il meglio del Duo comico sassarese “Pino e gli Anticorpi”, noti e apprezzati ormai in tutt’Italia grazie alle loro performances in trasmissioni televisive nazionali di grande richiamo.  

«È stato un evento importante per il quale ringraziamo l’amministrazione comunale per la vicinanza ma anche tutti i sardi che hanno contribuito alla buona riuscita del weekend» ha commentato il presidente dell’associazione sarda Luciano Aru.

Bisogna ricordare infatti che questa domenicale animatissima giornata sarda di Saronno all’insegna del folclore e del divertimento era stata preceduta, sabato, presso l’Hotel della Rotonda,  da un importante e partecipato appuntamento culturale volto a rievocare  la data del 28 aprile 1794, giorno in cui avvenne la (temporanea) cacciata dei piemontesi dalla Sardegna ad opera dei cittadini cagliaritani: ciò che  ha motivato la scelta di fissare proprio nella giornata del 28 aprile la Festa annuale del Popolo Sardo (residenti ed emigrati).

Alla rievocazione storica ha fatto  seguito il convegno “Antonio Pìgliaru (1922-1969) e Michelangelo Pira (1928-1980), ovvero la cultura al servizio dell’autocoscienza e del riscatto della comunità sarda”, doveroso omaggio a due intellettuali sardi di prima grandezza, strappati prematuramente al loro illuminato impegno culturale al servizio della Sardegna nella seconda metà del Novecento.

foto di Anselmo Passoni

Paolo Pulina

 

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