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Todo cambia in Argentina

 L’inverno argentino ha visto la popolazione del paese profondamente divisa tra celesti e verdi, dai colori che distinguono i due schieramenti, cioè tra gli oppositori e i sostenitori della discussa legge sull’aborto legale che, dopo l’approvazione della Camera a giugno,  ha conosciuto ad agosto la bocciatura da parte del Senato.

 

Ma è un paese preoccupato per una crisi economica che non conosce freni con una inflazione ormai proiettata ben oltre il 30%; ed è anche sconcertato dal clamore dell’inchiesta, con una catena di arresti e pentiti, sulle tangenti intascate dai due presidenti Kirchner, marito (morto) e moglie, da industriali di peso.

In questo clima è approdato in Argentina il progetto “Todo cambia”, promosso dalla FASI e accolto dalla puntuale organizzazione dei circoli degli emigrati sardi per due concerti a Buenos Aires e Tucuman, che sono stati un toccante omaggio a tre diverse espressioni della tradizione popolare: la nostra Maria Carta, l’argentina Mercedes Sosa e la cilena Violeta Parra.

Concepito dapprima in un CD pubblicato lo scorso luglio da L’Unione Sarda che raccoglie dodici canzoni equamente suddivise delle tre artiste, affidate alla voce di Eliana Sanna, giovane cantante nata a Tucuman da padre ozierese e da diversi anni stabilitasi a Milano per studiare canto ed esibirsi in differenti contesti musicali.

Accanto a lei i musicisti del gruppo Taifa animato dai nuoresi Stefano Cirino e Franco Mameli e che raccoglie l’eredità di una formazione votata alla proposizione della musica latino americana, e degli IntiIllimani in particolare e con due CD precedentemente prodotti e lì orientati.

Del gruppo fanno parte anche l’altro nuorese Ettore Melis, due meridionali residenti in Piemonte, Michele Salituro e Angelo Palma, Carlo Corti e Pietro Cirino, giovane figlio di Stefano come il padre residente a Milano.

Il titolo del progetto prende spunto da una delle più popolari canzoni di Mercedes Sosa, morta nel 2009 a 74 anni; ascoltata nel disco come nei concerti unitamente ad altre pagine fondamentali della produzione delle tre cantanti: “Deus ti salvet Maria” per Maria Carta, “Volver a los 17” e “Gracias a la vida” di Violeta Parra tra le altre.

Il progetto, come ben spiega Tonino Mulas, presidente onorario della FASI, “è un ideale gemellaggio culturale al femminile tra le tradizioni musicali sarde e latino americane, omaggio agli emigrati sardi nel mondo e agli immigrati latino americani in Italia e in Europa”.

Sono le canzoni delle tre artiste a valorizzare i tratti comuni tra le rispettive culture.

Del resto queste tre gigantesche artiste si sono fatte portatrici delle istanze della giustizia sociale, sono state voci degli ultimi, del popolo e della sua tradizione.

Hanno sofferto l’allontanamento dal loro paese, perché emigrate o esiliate, pur mantenendo solide radici.

Il progetto ne tiene vivo il ricordo, dà nuova linfa al loro insegnamento e ai loro convincimenti etici.

Oggi sono anche accomunate dall’esistenza di fondazioni loro dedicate e  musei che hanno preso corpo a Buenos Aires  dal 2011 per Mercedes Sosa, a Santiago del Cile per Viole Parra dal 1992 e a Siligo per Maria Carta dal 2002.

La missione in Argentina della FASI ha intanto consentito anche una presa di contatto diretto tra la Fondazione Maria Carta e la Fondazione Mercedes Sosa presieduta dal figlio dell’artista Fabian Matus, che potrebbe sfociare già dal prossimo anno in alcune iniziative comuni.

Dunque Eliana Sanna e i Taifa in formazione ridotta (Stefano Cirino, Franco Mameli e Ettore Melis) e il supporto del chitarrista, suonatore di bombo e  cantante di Tucuman Fernando Sanchez, si sono ritrovati per due concerti: il 3 agosto  all’auditorium del Foro de lasCiencias y lasArtes a Buenos Aires, e il 5 agosto a Tucuman all’auditorium Miguel Angel Estrella, annesso alla sede del Partido Justicialista, ispirato da Peron il cui grande ritratto, come quello di Evita, dominava nella sala da 400 posti sede dell’evento.

A Buenos Aires la serata introdotta da Marga Tavera, presidente della Federazione dei circoli sardi in Argentina e figlia di una figura storica dell’emigrazione sarda in Sud America, l’ittirese Cosimo Tavera, ha trovato la risposta entusiasta soprattutto di un pubblico costituito da emigrati sardi; presenti però anche loro figli e nipoti che ormai parlano quasi esclusivamente spagnolo e che pure sono mossi da una grande curiosità per la cultura e le radici dei loro padri.

Con una emotività più marcata dunque nel momento in cui echeggiavano le note dei brani di Maria Carta :”Dillu”, ”Fizzu su coro”, “Deus ti salvet Maria” e la forse meno nota “Il padrone del carbone”.

Il progetto ha avuto la sua, forse allora inconsapevole genesi, anni fa a Mar del Plata.

Fu lì che Tonino Mulas e Filippo Soggiu, in occasione del congresso dei circoli sardi, videro esibirsi Eliana Sanna che cantava Maria Carta e Mercedes Sosa. La giovane cantante espresse il desiderio di potersi trasferire a Milano per studiare canto lirico.

Lì risiede dal 2003 e lì è nato l’incontro con i Taifa e questo progetto ha avuto il suo battesimo ufficiale a Cornaredo il 6 luglio in occasione della Settimana sarda del Circolo “Amedeo Nazzari” di Bareggio.

Eliana Sanna , tornando a Tucuman  sua città natale,  ha ricevuto l’affettuoso abbraccio dei tanti tucumani che furono testimoni dei suoi primi passi artistici nei diversi cori della città.

 Al concerto di Tucuman c’è stata una folla un po’ più composita salutata da Daniela Vargiu, presidente dal locale circolo proseguendo una tradizione che ha ancora nel padre Vittorio Vargiu e nella madre Sarita Paz due fondamentali animatori della ricca attività del circolo.

Non solo seguitissimi corsi di italiano ma dall’anno scorso anche una scuola elementare frequentata da una cinquantina di alunni con metodi didattici sperimentali e realizzati nella campagna di Los Nogales vicino alla diga del Cadillal.

Dicevamo di una certo eterogeneità del pubblico perchè ai numerosi sardi qui si sono uniti anche molti  emigratii di altre regioni italiane perché il concerto voleva anche celebrare i 140 anni di vita  della Sociedad Italiana alla cui guida peraltro c’è un sardo, Ernesto Manca originario di Sorso.

Così il repertorio musicale proposto da Eliana Sanna e i Taifa ha potuto spaziare persino in un omaggio all’emigrazione italiana con “Parlami d’amore Mariù”, ben modellata dall’interpretazione di Fernando Sanchez, e una rivisitazione di “Bella ciao”, motivo tornato molto popolare i questi tempi in Argentina nelle tante proteste di piazza che sottolineano l’opposizione alla inefficace opera del governo guidato da un altro figlio di emigrati italiani, Mauricio Macri, per fronteggiare la crisi economica del Paese.

E in Argentina si continua a registrare un flusso certo numericamente non rilevante, di giovani sardi che trovano lavoro in questo lembo di Sudamerica.

Una emigrazione fatta di competenze e specializzazioni come testimoniano le esperienze da queste parti di un ingegnere di Nuraminis al ministero dell’industria, o di una laureata in scienze forestali di Ussassai impegnata in progetti anti desertificazione a Tucuman.

Giacomo Serreli

 

 

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