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Continuità territoriale, la protesta degli emigrati

 Il Consiglio Direttivo Nazionale della F.A.S.I., riunito a Milano il 26 novembre, nel Centro Cardinale Schuster, in Via S. Antonio 6, ha approvato una mozione con cui denuncia le gravi ripercussioni per gli emigrati sardi discriminati dalla Continuità territoriale.

 

“Premesso che la Comunità Europea – è detto nella mozione, che è stata approvata all’unanimità - riconosce nei trattati il Principio dello Svantaggio dell’Insularità, che è alla base della Continuità territoriale;

che la Continuità territoriale applicata a tutti i sardi e non sardi sulle rotte per Cagliari, Olbia, Alghero, per la durata di 10 mesi l’anno, è una misura che risponde, sia pure non pienamente (vista la sua non applicazione per due mesi estivi), al Principio di Riduzione dello Svantaggio, nei settori dei Trasporti e della Mobilità, derivante dalla condizione di insularità;

che la bocciatura della misura sulla “Continuità per Tutti” colpisce duramente lo sforzo di incrementare, durante tutto l’anno, i segmenti del turismo sardo non balneare;

che questo tipo di applicazione della “Continuità per Tutti” è stato peraltro sperimentato positivamente nei due anni passati (i biglietti messi in vendita ogni anno, sulla base del modello varato nel 2013, sono stati 2,4 milioni);

che era stato avanzato e discusso con la Commissione Trasporti di Bruxelles l’allargamento a livello europeo della Continuità Territoriale 2, attraverso la proposta di accordi innovativi che coinvolgessero anche i low cost e, in virtù di questo fatto, è incomprensibile e ingiustificato il motivo del rifiuto.

Considerato che gli emigrati e le loro famiglie sono direttamente danneggiati da questa presa di posizione comunitaria che contrappone burocraticamente, in maniera distorta e non proporzionata, il divieto degli aiuti di Stato alla già citata misura perequativa dello Svantaggio, sacrificando il diritto alla mobilità dei cittadini;

Il Consiglio Direttivo Nazionale della F.A.S.I., nel protestare duramente per il respingimento da parte dell’Unione Europea della proposta di rinnovo per la Continuità territoriale aerea avanzata dalla Giunta Regionale della Sardegna, chiede alla Regione Sardegna di difendere con determinazione e coraggio i diritti dei sardi, pretendendo il sostegno del Governo nazionale nel discutere e trattare con la Commissione Europea e, se necessario, ricorrendo anche alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea;

chiede altresì, a sostegno di questa posizione, il coinvolgimento e la mobilitazione delle categorie imprenditoriali, delle Autonomie locali, dell’Associazionismo dei territori, dei lavoratori e dei cittadini.

Dichiara che gli emigrati che si sono sempre mobilitati nel passato sono pronti ancora a lottare e a scendere in campo al loro fianco in difesa della Continuità territoriale”.

P.P.

 

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