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Presentata la “Guida letteraria di Pavia” scritta da Pulina

Il secondo volume della “Guida letteraria della provincia di Pavia” di Paolo Pulina è stato presentato nel prestigioso Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia

 Due notizie sulla Biblioteca Universitaria di Pavia desunte dal suo sito Internet http://www.bibliotecauniversitariapavia.it/bu/index.php?it/1/home

«La nascita della Biblioteca affonda le sue radici nel progetto di riforma del sistema d’istruzione pubblica e universitaria avviato, nella seconda metà del Settecento, dall’imperatrice  Maria Teresa d'Austria (era nata il 13 maggio 1717, cioè esattamente 300 anni fa, e la Biblioteca Universitaria di Pavia ha programmato, proprio il 13 maggio 2017, un evento commemorativo speciale). 

 

Istituita nel 1754 come biblioteca ausiliaria del rinnovato ateneo pavese, la Biblioteca prese forma solo nel 1763 quando il primo direttore, il matematico Gregorio Fontana, cominciò a realizzare le disposizioni imperiali facendo raccogliere i libri presso il Collegio Ghislieri, dove nel 1772 la Biblioteca poté essere aperta al pubblico con un fondo librario di circa diecimila volumi. […]

La prima sede della Biblioteca fu il Salone, detto poi Teresiano dal nome della fondatrice, i cui scaffali furono presto totalmente occupati dai libri».

2) «Il grandioso Salone Teresiano, ambiente originario della Biblioteca a partire dal giugno 1779 che prende il nome da Maria Teresa d'Austria, occupa tutto il piano superiore occidentale del cortile detto di Alessandro Volta ed è parte qualificante del progetto generale dell'architetto Giuseppe Piermarini. Le imponenti scaffalature lignee, coronate da cimase scolpite con tabelle indicanti le classi di materie dei libri ivi raccolti, sono dell'epoca; in tutta la sua lunghezza il Salone è percorso

da un agile ballatoio con ringhiera bombata».

Il Salone Teresiano ospita nel corso dell’anno numerose mostre di documenti, libri, lettere e fotografie volte a valorizzare i “tesori” posseduti sia dalla Biblioteca sia dal Centro per gli Studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia (fondato da Maria Corti), sia  dal Museo per la storia dell’Università, sia dall’Archivio Storico dell’Università.

L’ultima mostra, inaugurata il 17 marzo,  è intitolata “Pavia nelle carte di chi l'ha resa grande”. Nel corso dell’esposizione sono state organizzate diverse conferenze, tra le quali, nel pomeriggio dell’11 maggio, quella in cui lo scrittore sardo-pavese Paolo Pulina ha presentato il secondo volume della  sua “Guida letteraria della provincia di Pavia”: 336 pagine edite alla fine del 2016 dalla Nuova Tipografia Popolare di Pavia  che si aggiungono alle oltre 300 (pubblicate alla fine del 2004) del primo volume a comporre un’ ammirevole raccolta  di testimonianze letterarie lasciateci da scrittori italiani e stranieri riguardo alla città e alla provincia di Pavia.

Proprio riferendosi alla mostra in corso dedicata alle citate preziose “Carte”, Pulina ha esordito dicendo che nel gioco del “Celo manca” (ce lo ho, manca), solo qualcuno degli autori in mostra non ha avuto una citazione nel primo e/o nel secondo volume della “Guida” da lui scritta.

Quando, nella seconda metà degli anni Settanta del Novecento, Pulina prese servizio presso l’Assessorato alla Cultura dell’Amministrazione provinciale di Pavia con l’incarico di avviare la costituzione dei sistemi bibliotecari locali, non poteva non impegnarsi a conoscere la storia, le personalità illustri, le testimonianze reperibili in libri o in scritti sparsi di autori sia locali sia esterni relativamente ai 190 Comuni della provincia di Pavia. In questo modo egli ha potuto qualificare  le sue competenze conoscitive in materia storico-culturale su due versanti intercomunicanti: quello riferito alla Sardegna e quello relativo alla provincia di Pavia.   

Entrambi i volumi – dato il loro pregevole taglio divulgativo – ha detto Paolo Paoletti, direttore della Biblioteca “Ricottiana” di Voghera (che ha coordinato l’incontro), offrono una miriade di “punti di partenza” utilizzando i quali, per esempio,  gli insegnanti potrebbero incentivare negli studenti la curiosità per il passato storico e culturale del proprio territorio di appartenenza. Da questo punto di vista, queste due opere di consultazione non dovrebbero mancare nella dotazione delle biblioteche di pubblica lettura e scolastiche della provincia di Pavia.

Dato che Paoletti ha fatto cenno alle presunte ceneri di Cristoforo Colombo, studente dell’Ateneo pavese secondo il figlio Ferdinando, conservate proprio nella Biblioteca Universitaria di Pavia, Pulina ha proposto alle due dirigenti (Antonella Campagna e Maria Paola Invernizzi) di verificare la possibilità di organizzare  – in collegamento con il Circolo  culturale sardo “Logudoro” – una conferenza su Colombo chiamando a Pavia la studiosa spagnola Marisa Azuara, che ha già scritto due libri per dimostrare che lo scopritore dell’America era nato nei possedimenti della Repubblica di Genova sull’isola di Sardegna.

Assente, perché impegnato a Lecce, il prof. Angelo Stella (autore della dotta e illuminante prefazione al libro di Pulina), tra il pubblico spiccavano professori dell’Università pavese (Ettore Cau, Lucio Casali, Luisa Erba, Paolo Mazzarello), cultori di storia locale (Elena Corbellini, Loredana Crotti, Gina e Paola Pisano), allievi dei corsi Unitré (Università della Terza Età) tenuti da Pulina, soci del Circolo culturale sardo “Logudoro”, guidati dal presidente Gesuino Piga, che è anche intervenuto brevemente per esprimere l’apprezzamento  dell’associazione sarda per i libri di argomento pavese scritti da Pulina.

Il prof. Mazzarello, professore di Storia della Medicina nell'Università e nell'Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, presidente del Sistema Museale di Ateneo e direttore del Museo Golgi, autore di pubblicazioni scientifiche e letterarie su Camillo Golgi, Cesare Lombroso, Lazzaro Spallanzani, Alessandro Volta, ha sottolineato il fatto che Pavia non riesce a valorizzare in maniera adeguata  (come fa invece, per esempio, Bergamo con la rassegna  “Bergamo Scienza”) il ruolo delle grandi personalità scientifiche e letterarie che nei secoli hanno dato lustro a livello internazionale, con le loro geniali scoperte e invenzioni, all’Ateneo pavese.

Cristoforo Puddu

 

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