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Il Congresso dei sardi in Svizzera

 Il 13 e 14 maggio si è svolto a Zurigo il V° congresso nazionale della Federazione dei circoli sardi in Svizzera.

Dall’assemblea dell’emigrazione sarda organizzata in Svizzera è scaturito un rinnovato impegno per favorire, anche con il coinvolgimento delle nuove generazioni, un più stretto e proficuo rapporto con la Sardegna, promuovendo la sua cultura, la sua storia, le sue tradizioni e le sue produzioni. Il fiore all’occhiello esibito in questo congresso, che si è celebrato a sette anni di distanza dal precedente, tenuto a Lucerna nel 2010, sono state due iniziative solo apparentemente distanti tra loro: l’apertura di uno Sportello Sardegna-Svizzera per favorire la internazionalizzazione delle imprese dell’Isola, e la mostra l’Isola delle Torri, allestita in collaborazione con l’Università di Zurigo che in quattro mesi è stata visitata da migliaia di svizzeri che hanno conosciuto e sono rimasti affascinati dalla cultura nuragica.

 

I rappresentanti delle comunità sarde sparse nei vari Cantoni delle Confederazione Elvetica (si stima che siano più 40 mila i sardi in Svizzera) hanno ribadito la volontà di mantenere in vita i loro circoli, nonostante le difficoltà crescenti speso dovute a incomprensibili lungaggini burocratiche imposte dalla legislazione regionale. I contributi regionali, ridotti drasticamente negli ultimi anni, non solo sono scarsi ma arrivano negli ultimi mesi dell’anno e, con le nuove norme di bilancio, vanno spesi entro il 31 dicembre. In questo modo non solo non si riesce a programmare ma non si utilizzano le risorse nel modo più efficace.

Con i delegati dei sei circoli che costituiscono la Federazione – oltre a Zurigo, Bodio, Lugano, Goldach, Losanna e Lucerna – vi hanno partecipato il Console Generale d’Italia in Zurigo, Giulio Alaimo, i deputati Mauro Pili, Gianni Farina e Alessio Tacconi,  l’ex parlamentare Franco Narducci, la presidente della Fasi, Serafina Mascia, in rappresentanza della Federazione Tedesca il presidente del circolo di Stoccarda, Francesco Pistis, il presidente del circolo di Madrid, Gianni Garbati, il presidente della Faes, la federazione delle associazioni di tutela, Pier Paolo Cicalo, il presidente dell’Aitef Antonio Casu, Rosanna Cappai, originaria della Sardegna, ha portato il saluto del sindaco Corine Mauch e del municipio di Zurigo e il responsabile del settore integrazione immigrati e emigrazione, Gianicola Saba.

L’Assessore al Lavoro, Virginia Mura, impossibilitata a intervenire, ha inviato un video messaggio per ribadire la vicinanza e l’impegno dell’Assessorato e della Regione verso il mondo dell’emigrazione, con parole di apprezzamento per il qualificato lavoro svolto dalla Federazione dei sardi in Svizzera a favore della comunità sarda.

I lavori sono stati aperti da una corposa relazione del presidente Antonio Mura, incentrata sull’importante lavoro svolto dai circoli nei processi di partecipazione e integrazione della comunità sarda in Svizzera, la promozione della cultura della Sardegna e dei suoi prodotti, nonché il consolidamento dei valori di solidarietà tra sardi.

Alla relazione del Presidente sono seguiti gli interventi dei delegati dei circoli, che hanno animato la giornata, trattando i temi economici e sociali che caratterizzano i vari paesi europei, con particolare riferimento al mondo del lavoro, all’economia e al ruolo insostituibile dei circoli.

Dal dibattito - che ha registrato oltre trenta interventi - è emersa la richiesta di un rinnovato impegno della Regione dalla quale ci si aspettano concreti interventi per la creazione di posti di lavoro al fine di ridurre l’alta percentuale di disoccupazione, in particolare quella giovanile, che sono all’origine dei nuovi intensi flussi migratori.

Altro tema di non secondaria importanza affrontato nel dibattito è stato il sistema dei trasporti, via mare e via aerea, che deve trovare una regolarizzazione sia dal profilo economico che politico, attraverso una trasparente regolamentazione di una reale e concreta continuità territoriale.

Professor Sergio Sotgiu, docente Università di Sassari, che ha svolto un’ampia relazione sul tema: “Professioni e mobilità. I giovani e il lavoro, oggi”, mentre il dott. Leonardo Canonico, responsabile dello Sportello della Regione Sardegna in Svizzera, ha illustrato i risultati del progetto con la sua relazione sul “Riflesso per l’emigrazione dei sardi in Svizzera e ricadute di questa esperienza per la Sardegna”.

Tra gli interventi più applauditi quelli di due giovani, Ludovico Filbert e Moreno Cabitza. Ludovico, appena sedicenne, ha confessato che frequenta il circolo perché “mia madre ci tiene molto”, che non lo attirano i balli sardi mentre apprezza le launeddas, e la cucina sarda. Trascorre le vacanze a Escalaplano, paese della madre, e a Cagliari che trova bellissima. Moreno  che frequenta un corso di cinema ha scelto la Sardegna per girare il film che gli avevano affidato che aveva per tema l’energia e il futuro. Ma incantato dalla figura del bombolaio, che in Svizzera e in altri paesi non esiste più, ha fatto il suo documentario (che sarà presentato a una mostra a Losanna) su questo personaggio e sulle persone che lo chiamano. La Sardegna – ha sottolineato – ha enormi potenzialità in campo cinematografico.

Gianni De Candia, ha portato il saluto dell’associazione culturale Messaggero Sardo e ha ripercorso le tappe più significative e le conquiste dei circoli sardi in Svizzera dal 2° Congresso della Lega sarda in Svizzera che si tenne a Zurigo nel 1977, a quello del 2010 a Lucerna che, di fatto, segnò la fine del Messaggero Sardo. De Candia ha anche illustrato il progetto per valorizzare il patrimonio di documenti (lettere, poesie, foto) accumulati dalla Cooperativa Messaggero sardo in quasi 40 anni, che rappresentano una pagina significativa della storia recente della Sardegna, e ha regalato a Domenico Scala, leader dei sardi in Svizzera, e a Antonio Mura, una copia del libro “Sardegna - La Grande diaspora” che racchiude il racconto di quella straordinaria esperienza.

I lavori sono stati conclusi dal presidente onorario Domenico Scala che con orgoglio ha fatto il bilancio di una lunga stagione di impegno e di sacrifici dei circoli sardi in Svizzera e ha ribadito la volontà di continuare a operare, anche con progetti e metodi nuovi, per rinsaldare il legame tra gli emigrati e la Sardegna.

 

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